COM’È NATA LA GUARIMBA?
Giulio Vita è nato in Italia e cresciuto in Venezuela. A Caracas ha studiato Giornalismo e, dopo essere stato sequestrato e torturato dalla polizia per aver protestato contro il governo, ha deciso di tornare in Italia. Ha studiato poi Cinema a Madrid, dove ha conosciuto un gruppo di giovani artisti e filmmaker, molti dei quali venezuelani come lui.
Ma la storia de La Guarimba comincia prima del festival. Nel 2011, ancora studente, Giulio ha organizzato da sé la produzione del cortometraggio LA MIA MANTIA, portando ad Amantea i compagni della scuola di cinema di Madrid e occupandosi di regia e produzione. L’idea era portare il cinema ad Amantea, un paese in cui l’unico legame con la proiezione di immagini era un cinema all’aperto che alcune estati decideva di non aprire.
Nel dicembre 2010, quattro mesi prima delle riprese, Giulio aveva tenuto alcuni incontri nelle scuole del paese per motivare i ragazzi a inseguire i propri sogni, in una regione in cui l’abbandono scolastico era in aumento e chi finiva gli studi sceglieva di partire per il Nord o per l’estero. Il film voleva essere un esempio di cosa significhi rivendicare le proprie radici e affrontare i problemi del Sud coinvolgendo direttamente la comunità: tre orchestre, pescatori, attori di teatro e persone che non erano mai state davanti a una macchina da presa, in luoghi scelti per dare uno sguardo nuovo agli spazi antichi del paese.
È stata una produzione autosostenibile: la troupe, tutta di studenti di cinema, si è pagata il viaggio, un hotel ha offerto vitto e alloggio, e il noleggio dell’attrezzatura e le comparse sono stati coperti grazie al Comune di Amantea, a privati e a tanti cittadini che hanno messo a disposizione tempo e aiuto. Proprio durante quell’avventura Giulio si è reso conto delle possibilità che il paese offriva per realizzare cose, della grande solidarietà della sua gente e del bisogno che succedessero cose. È un’idea di cinema come strumento di discorso sociale e politico, non partitico ma umano e plurale, che ancora oggi sta alla base di tutto ciò che facciamo.
Tornato a Madrid, dopo la laurea, un po’ per gioco e un po’ per sfida, l’idea de La Guarimba ha cominciato a prendere vita davanti a una birra e a qualche chiacchiera tra amici al bar, come risposta personale alla superficialità e allo scarso impatto sociale dei festival di cinema.
Così, alla fine del 2012, Giulio si è trasferito ad Amantea, il paesino calabrese dei suoi nonni. Si è dato un anno di tempo per produrre la prima edizione de La Guarimba International Film Festival, con l’aiuto degli amici che avevano creduto nell’idea.
Insieme all’illustratrice Sara Fratini, Giulio ha dato vita anche a LA MIA MANTIA: STORIE DI PAESE, una serie di interviste video, articoli e illustrazioni sulle persone del paese che fanno un mestiere con le proprie mani. È stato il primo modo con cui l’associazione è entrata in relazione con la comunità di Amantea.
Quell’anno non è mai finito. Oggi La Guarimba è ancora un progetto di famiglia: Giulio vive ad Amantea con sua moglie, Lilibeth Bolívar, e i loro tre figli, e insieme mantengono l’associazione attiva tutto l’anno, con il sostegno di una famiglia più grande fatta di team, volontari e collaboratori da tutto il mondo.
COS’È LA GUARIMBA?
La Guarimba è nata come festival di cortometraggi nell’estate del 2013, è diventata Associazione Culturale davanti al notaio, poi gente più acculturata di noi l’ha definita progetto di Innovazione Sociale e, più tardi, i volontari e gli ospiti del festival l’hanno riconosciuta come esperienza di comunità, condivisione e scambio.
Per noi La Guarimba è un progetto di vita, una scommessa vinta di fronte al pessimismo, all’economia globale e a quel mito che dice ai ragazzini terroni che al Sud non c’è niente da fare.
QUAL È LA NOSTRA MISSION?
Il nostro obiettivo principale è riportare il cinema alla gente e la gente al cinema.
Vogliamo creare uno spazio multiculturale in cui vi sia una connessione politica con il mondo, attenzione all’altro, rispetto reciproco e partecipazione attiva. La Guarimba deve contribuire a creare un clima cittadino di empatia, comprensione, integrazione e azione.
Vogliamo riproporre la cultura in generale e il cinema in particolare come atto sociale con cui opporci a un mondo sempre più individualista. Dobbiamo creare un punto d’incontro in cui condividere idee e vivere un’esperienza collettiva ma anche personale.
QUAL È IL NOSTRO PROCESSO?
Una delle chiavi della crescita de La Guarimba è la creazione di una forte comunità attraverso festival di cinema, eventi culturali, residenze cinematografiche e laboratori didattici nelle scuole. Questi eventi promuovono la collaborazione, l’iniziativa creativa e la scoperta attraverso pratiche formative montessoriane, apprendimento cooperativo e cura per l’ambiente.
Le persone coinvolte in questo processo sono gli artisti selezionati da tutto il mondo e ospitati ad Amantea durante il festival, i volontari e la squadra che lavorano a ogni iniziativa, i professionisti in formazione nelle residenze artistiche e gli studenti di scuole medie e superiori che realizzano film di animazione attraverso i laboratori didattici. Questa apertura alla diversità genera un flusso costante di nuove prospettive e competenze che attraversano la nostra organizzazione, cambiandola ogni giorno.
La formazione passa attraverso molti aspetti: dalla condivisione delle case per gli ospiti alla cura e strutturazione di ogni attività formativa, perché possa essere svolta in completa autonomia e libertà creativa dai partecipanti, secondo i principi montessoriani della responsabilizzazione attraverso regole chiare, della libertà di scegliere, di sbagliare e di sviluppare il proprio percorso in modo naturale e spontaneo. Si lavora in squadra in un ambiente sicuro, in cui sfidare se stessi e collaborare con gli altri in piena fiducia, tanto gli ospiti quanto gli organizzatori, garantendo un rapporto di crescita reciproca e costante.
COME CI IMPEGNIAMO SUL TERRITORIO?
Abbiamo sempre utilizzato la cultura come strumento di integrazione e convivenza, battendoci per dare voce a chi non ha la possibilità di far valere i propri diritti e mostrando come l’unione di culture diverse sia una ricchezza da ricercare.
L’associazione si è schierata attivamente per denunciare la continua violazione dei diritti umani in Venezuela negli ultimi trent’anni, su cui pochissimo viene detto per assecondare interessi politici. Attraverso il programma El Guayabo – The Venezuelan Diaspora, ci impegniamo a raccontare le storie di chi ha vissuto sulla propria pelle la condizione di rifugiato politico.
Attraverso le sezioni speciali Karmala e MigrArti nella programmazione del festival e la rassegna CinemAmbulante, diamo spazio a opere provenienti dai paesi da cui partono i migranti che da anni arrivano sulle coste italiane, raccontando le loro storie senza filtri, mostrando al mondo le difficoltà che attraversano e perché sia necessario attivare logiche di accoglienza e solidarietà da parte delle istituzioni e delle associazioni.
Negli anni ci siamo esposti pubblicamente per sostenere attivamente la causa, denunciando gli abusi sui ragazzi impegnati a lavorare – in condizioni di sfruttamento – nei campi di Amantea e i numerosi episodi di razzismo subiti.
Nel luglio 2020 abbiamo denunciato alla stampa l’assurda situazione in cui si è ritrovato Abbas Mian Nadeem, un giovane pakistano immunodepresso finito per errore tra i migranti allontanati da Amantea perché risultati positivi al Covid. Per questo abbiamo ricevuto minacce di morte da parte della ‘Ndrangheta. Abbiamo lavorato a contatto con le autorità per permettere il suo rientro ad Amantea, aiutandolo a trovare assistenza legale e coinvolgendo parlamentari italiani ed europei per far luce sul caso.
Abbiamo creato una rete di associazioni a livello locale per affrontare i casi di razzismo in modo sistematico e coordinato, attraverso il linguaggio dell’arte e della cultura, che da sempre non conosce confini.
Abbiamo organizzato laboratori, incontri e proiezioni dedicati ai ragazzi del centro di accoglienza di Amantea, lavorando con i mediatori culturali per favorire la loro integrazione nella comunità.
Alla fine del 2021 abbiamo acquistato un terreno abbandonato nel centro di Amantea per aprire, a partire da luglio 2022, un nuovo spazio dedicato alla cultura, dove ospitare eventi e momenti in cui artisti, organizzazioni culturali, istituzioni, attivisti e cittadini possano confrontarsi e trovare punti di incontro per nuovi spunti e idee. Abbiamo deciso di chiamare questo spazio IL TERRENITO, che dal 2023 ospita il nostro festival di cinema.
Ad agosto 2024 abbiamo aperto La Piccola Biblioteca di Amantea, uno spazio unico nel territorio, dotato di Biblioteca Pubblica, Aula Studio, Sala Conferenze e Studio di Registrazione, con l’obiettivo di incrementare il capitale sociale e la qualità della vita degli abitanti del nostro territorio.
TERRITORIO GUARIMBA
Tutto quello che abbiamo costruito in questi anni ha preso una forma concreta in TERRITORIO GUARIMBA, l’evoluzione naturale di un percorso cominciato nel 2011 con le riprese de La Mia Mantia: un distretto culturale permanente nel cuore di Amantea, attivo tutto l’anno, in cui La Guarimba non è più soltanto un festival estivo ma una presenza stabile nella vita del paese.
Territorio Guarimba custodisce un patrimonio tangibile, fatto di luoghi recuperati e restituiti alla comunità: il nostro ufficio in Via Mazzini, IL TERRENITO, il terreno abbandonato diventato spazio culturale all’aperto e casa del festival, e LA PICCOLA BIBLIOTECA DI AMANTEA, con la biblioteca pubblica, l’aula studio, la sala conferenze e lo studio di registrazione.
Accanto ai luoghi c’è un patrimonio intangibile che per noi conta altrettanto: il festival, le residenze artistiche, i laboratori nelle scuole, le relazioni tra chi arriva da tutto il mondo e chi ad Amantea è nato, e la memoria del paese, con le sue storie, i suoi mestieri e la sua lingua. È un patrimonio che raccogliamo, custodiamo e restituiamo, dalle storie de La Mia Mantia fino all’ALFABETO EMOTIVO DEL DIALETTO CALABRESE (2020), diretto da Giulio Vita e prodotto da La Guarimba con il sostegno della Camera di Commercio di Cosenza, che porta la ricchezza del dialetto calabrese in tutta Italia e nel mondo con una forma di comunicazione giovane e virale.
A ottobre 2026 abbiamo aggiunto un nuovo tassello: LA SCIMMIA E LE VHS, il primo videogioco ufficiale de La Guarimba e il primo videogioco ambientato in un paese della Calabria. È un’avventura in pixel art, omaggio ai giochi con cui siamo cresciuti, con i personaggi nati dalle illustrazioni di Mikel Murillo: la scimmia del festival esplora Amantea alla ricerca delle VHS e conquista i critici a colpi di banane. Si gioca dal browser di telefono e computer. Il gioco esplora le possibilità del turismo indotto dai videogiochi come nuovo strumento di promozione territoriale, invitando chiunque, ovunque nel mondo, a scoprire le strade, i luoghi e i personaggi di Amantea.
Nato in un piccolo paese calabrese, Territorio Guarimba è diventato un punto di riferimento culturale a livello europeo: la prova che anche al Sud si può costruire, restare e far succedere le cose.
UNA CONTINUA BATTAGLIA DI CIVILTÀ
Il 2020 si è rivelato un anno difficilissimo per la nostra associazione.
A febbraio il comune di Amantea è stato sciolto per fraudolenta manipolazione di gare, appalti e affidamenti e per infiltrazioni mafiose, ed è stato commissariato per i successivi 18 mesi.
L’inaspettata crisi sanitaria ci ha lasciati a lungo senza certezze: la Regione Calabria non ha pubblicato nessun bando per la cultura, lasciandoci senza un’importante fonte di finanziamento, e molte aziende hanno ritirato le loro proposte di sponsorizzazione. Abbiamo continuato a lavorare senza sapere se avremmo potuto fare il festival in presenza.
LA BATTAGLIA CONTRO I GRANDI DISTRIBUTORI
Con l’arrivo dell’estate ci siamo subito impegnati in una battaglia al fianco delle realtà di cinema gratuito all’aperto I Ragazzi del Cinema America di Roma, Scendi C’è il Cinema di Milano e FurgonCINEMA del Centro Italia. Insieme abbiamo denunciato la politica di lobbying e i ricatti delle associazioni di categoria dei distributori e dei gestori di sale, Anica e Anec, che avevano dato indicazioni scritte ai distributori italiani e stranieri di non concedere licenze per proiezioni di film a ingresso gratuito sul territorio italiano. Il risultato: 235 permessi di proiezione negati su 263 richieste, pur trattandosi di film che avevano già concluso il loro periodo di sfruttamento commerciale in sala.
Le società coinvolte hanno risposto duramente, definendo le nostre dichiarazioni “fake news” e minacciando ripercussioni legali. Sulla questione è stata anche presentata un’interrogazione parlamentare. Il 24 giugno 2020 l’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di Anica, Anec e Anec Lazio per “ostacoli all’approvvigionamento di film da parte delle arene cinematografiche a titolo gratuito”. La condanna definitiva è arrivata il 26 marzo 2022, quando l’Antitrust ha stabilito che le associazioni di categoria avevano superato “i confini dell’attività associativa lecita per uniformare la strategia delle imprese di distribuzione verso dinieghi e condizionamenti nel rilascio delle licenze alle arene gratuite”, in violazione dell’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea e dell’articolo 2 della legge n. 287/90.
Questa storia ci ha insegnato, ancora una volta, quanto sia necessaria la nostra attività per promuovere una visione di cultura accessibile e libera dalle logiche di mercato e di accentramento del potere.
LA RIAPERTURA DEL PARCO LA GROTTA
Nonostante tutti questi avvenimenti, siamo riusciti a organizzare l’edizione 2020 in presenza. L’ultimo ostacolo erano le condizioni del Parco La Grotta, rimasto chiuso e senza manutenzione per un anno: bagni distrutti e vandalizzati, spazzatura ovunque, erbacce e piante non potate, sporcizia e vetri rotti. Senza perderci d’animo, abbiamo deciso di svolgere il lavoro che sarebbe spettato alle istituzioni e abbiamo riunito la nostra squadra, lanciando un appello alla cittadinanza. Tutti insieme abbiamo lavorato senza sosta per ripulire il parco, permettendone la riapertura e riconsegnandolo alla comunità di Amantea.
IL PROGETTO DI RIGENERAZIONE URBANA DEL PARCHEGGIO
Nel 2021, nonostante tutto il lavoro svolto l’anno precedente, non siamo potuti tornare al Parco. A gennaio, infatti, una parte del centro storico è crollata, interessando anche l’unico spazio verde pubblico di Amantea. Nonostante le varie promesse della politica locale, i lavori di messa in sicurezza del centro storico non sono mai stati portati a termine e il parco è stato dichiarato inagibile.
Abbiamo cercato a lungo un luogo alternativo e abbiamo individuato uno spazio orrendo, simbolo del degrado sociale che vive il paese: un parcheggio abbandonato, senza manutenzione da diversi anni e divenuto, nel tempo, una discarica a cielo aperto.
Quando siamo arrivati al parcheggio, la situazione era desolante: cumuli di spazzatura ricoprivano tutto lo spazio, con cibo marcio, animali morti e detriti vari, mentre erbacce e canne non curate da anni avevano invaso i muri.
Trovando le energie nella nostra testardaggine e nella voglia di realizzare questa edizione, nonostante le mille difficoltà, abbiamo iniziato a ritrovarci il sabato e la domenica mattina di luglio per pulire, con le nostre mani, ogni angolo del parcheggio sotto il sole dell’estate calabrese. Alcuni amanteani ci hanno visto e hanno voluto aiutarci, portando strumenti ed esperienza per potare i rami, costruire muretti a secco, disboscare il canneto e spostare i cumuli di spazzatura che raccoglievamo.
Una volta finiti i lavori, abbiamo deciso che non ci bastava riportare un parcheggio alle sue condizioni di normalità. Abbiamo voluto esagerare e renderlo migliore: un’immensa opera d’arte a cielo aperto, a disposizione di tutti, che possa diventare un esempio per ridare bellezza agli spazi abbandonati.
Abbiamo invitato due artisti a realizzare le loro opere qui ad Amantea: l’illustratrice venezuelana Sara Fratini e Cesáh, nome d’arte di Paulo Albuquerque, muralista brasiliano con base in Portogallo. Due stili molto diversi, che sono riusciti a ridare vita alla cornice che ha ospitato il festival.
Ci siamo ritrovati costretti a smuovere un’intera comunità civile per sopperire all’assenza delle istituzioni, che già avevano ignorato il problema non eseguendo manutenzione ordinaria e raccolta della spazzatura per diversi anni.
Abbiamo pagato di tasca nostra una ruspa per terminare i lavori di pulizia, perché la commissione straordinaria che fa le veci dell’amministrazione comunale sciolta per mafia non è intervenuta come promesso durante le riunioni che avevamo organizzato nei mesi precedenti.
Abbiamo mostrato un modello di società possibile e alternativa, capace di riprendersi gli spazi pubblici e di unirsi per lavorare e crescere insieme.
LA PRESA DI POSIZIONE A FAVORE DELL’UCRAINA
Dall’inizio dell’invasione russa, a febbraio 2022, abbiamo preso una posizione chiara a sostegno del popolo ucraino, vittima dell’imperialismo putiniano e della mistificazione della propaganda russa (e di una parte di quella italiana).
Lo abbiamo fatto attraverso quattro azioni:
- Abbiamo esentato tutti i registi ucraini dal pagamento dell’iscrizione al festival, permettendo loro di partecipare gratuitamente. Tre film di questi registi sono stati presentati durante La Guarimba 2022 all’interno del programma speciale SLÁVA UKRAYÍNI!
- Abbiamo escluso dal festival tutti i produttori, registi e distributori che hanno espresso chiare posizioni a favore di Putin. Abbiamo invece selezionato i registi russi che si sono schierati pubblicamente contro l’invasione.
- Il 12 marzo 2022 abbiamo organizzato la proiezione del documentario The Earth is Blue as an Orange (2020), diretto da Iryna Tsilyk, vincitrice del Premio per la Regia nella categoria “World Cinema Documentary” al Sundance Film Festival 2020. La proiezione è stata resa possibile grazie alla collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica di Ucraina in Italia, l’Ambasciata della Repubblica di Lituania in Italia, l’Istituto della Cultura Lituana, la Cineteca Milano e Z-Power-Young People Back to the Movies.
- Per la sesta edizione di Kino Guarimba, a settembre 2022, abbiamo offerto una borsa di studio che copriva iscrizione, viaggio, vitto e alloggio a dieci partecipanti ucraini, che hanno potuto vivere gratuitamente un’esperienza di formazione internazionale. Le borse di studio sono state finanziate dalla European Cultural Foundation, che ha sostenuto l’iniziativa. Abbiamo ripetuto l’iniziativa per l’ottava edizione della residenza, a settembre 2023, offrendo una borsa di studio a cinque partecipanti ucraini grazie al sostegno della Commissione Europea.
LA RISPOSTA AL TERREMOTO IN VENEZUELA
Il 24 giugno 2026 un doppio terremoto ha colpito il Venezuela, il paese in cui Giulio Vita è cresciuto e a cui La Guarimba è legata fin dalle sue origini. Oltre 3.300 morti, più di 16.700 feriti e decine di migliaia di dispersi, un bilancio aggravato da anni di corruzione e dall’assenza di normative antisismiche. Come festival nato da un ponte tra Calabria e Venezuela, non potevamo restare a guardare.
Abbiamo lanciato una raccolta fondi, distribuito kit igienici e alimentari e sostenuto direttamente le realtà locali Chamos e Hogar Bambi, oltre ad alcuni artisti venezuelani colpiti dal sisma. Il lavoro portato avanti in Italia ha permesso di raccontare la vicenda su Repubblica, Vanity Fair e Chora Media.
Con i fondi raccolti durante La Guarimba International Film Festival abbiamo organizzato una giornata di missione medico-umanitaria a Todasana, comunità costiera vicino a La Guaira rimasta isolata dopo il sisma. Un’intuizione della Dott.ssa Andrea Gerardi, realizzata insieme a People in Need, Impaktemos AC, Cocinando por Venezuela, Dividendo Voluntario Venezuela, A.C. Banco del Libro e alla rete 3 Pasos Poliritmo, coordinata dall’Italia in contatto costante con il nostro team sul campo in Venezuela, i filmmaker Oriana Martínez e Nil Jaen.
Il risultato: 125 persone visitate da medici, 144 famiglie assistite, 115 kit di dignità e alimentari distribuiti, 18 famiglie raggiunte nelle zone rurali e oltre 70 bambini coinvolti in un’area ricreativa per la Giornata dei Bambini, grazie a più di 130 donatori e 50 alleati tra Italia e Venezuela.
Durante la 14ª edizione del festival (7-12 agosto 2026) abbiamo mantenuto viva questa vicinanza con un workshop di percussioni venezuelane insieme a Eileyn “La Negra” Ugueto, una delle grandi voci proprio della costa più colpita dal sisma. Un’altra pagina della relazione lunga quattordici anni tra la nostra associazione e la terra da cui tutto è nato.